Così una VPN salva la navigazione da occhi indiscreti

Così una VPN salva la navigazione da occhi indiscreti

Quando Edward Snowden ha contattato il giornalista Glenn Greenwald del Guardian, per diffondere i primi segreti sul Datagate, lo ha fatto usando una VPN. Ancor prima, gli attivisti di WikiLeaks e le gole profonde dell’esercito USA, come Bradley Manning (ora Chelsea), avevano imparato a sfruttare le reti private per nascondere la loro identità e comunicare con maggiore sicurezza con gli interlocutori.

Perché, vi chiederete, anche noi comuni mortali dovremmo usare una VPN? Beh, i motivi sono tanti. Tra tutti, la possibilità che le internet agency usino i nostri cookie (i metadati di navigazione) per capire quali siti visitiamo, i prodotti che ci interessano di più e costruire così annunci pubblicitari ad-hoc, forse comodi ma alquanto impertinenti visto che ci ricordano che qualcuno, dentro la rete, è sempre pronto a monitorarci.

In Italia sentiamo meno la presenza degli organi governativi come forma di controllo del traffico web ma può capitare, andando all’estero per vacanza o lavoro, di ritrovarsi in paesi meno liberali, dove certi social network non sono sempre raggiungibili (pensiamo alla Russia) o risulta impossibile controllare il proprio indirizzo email (è il caso della Cina con le Google App). Ma, restando con i piedi nello stivale, sappiamo quanti hacker ci siano in giro pronti a sbirciare tra i segreti di smartphone e computer, intrufolandosi nelle connessioni domestiche e, soprattutto, in quelle di bar, ristoranti e internet point. In ognuno di questi casi, una VPN può salvaguardare la nostra navigazione.

Come ci riesce

Una VPN, o virtual private network, permette di accedere in sicurezza a una rete privata e condividere contenuti in remoto tramite reti pubbliche. Proprio come un firewall protegge i dati sul computer, le VPN proteggono le informazioni online. In che modo? Ogni volta che ci colleghiamo a internet, in realtà ci connettiamo al server del fornitore del servizio che paghiamo che, a sua volta, ci reindirizza ai siti web digitati nel browser. Tutti i dati che partono dal PC e raggiungono un sito sono visibili sia al tuo provider (il fornitore) che a eventuali malintenzionati. Attraverso una VPN invece, la navigazione non passa dai server dei provider ma da quelli del servizio di virtual private network scelto. Inoltre, le informazioni che escono dal computer, smartphone o tablet, vengono criptate, fino al portale di destinazione, grazie al cosiddetto “tunnel VPN”. In parole povere, visitiamo i website come al solito ma senza rivelare a nessuno il luogo di provenienza (l’indirizzo IP) e i metadati basilari che verrebbero raccolto per finalità di analisi e anche di marketing.

Dove funziona

Il bello delle VPN è che, oltre a renderci indecifrabili agli occhi di soggetti esterni, agenzie di spionaggio o hacker che siano, consentono di scegliere il paese di origine da cui la connessione prende il via. Anche essendo in Italia, ad esempio, ci si può collegare a un primo server in Spagna o Francia e, viceversa, far partire le proprie richieste (in gergo query) dall’Italia quando si è all’estero. Il motivo? Continuare a usufruire di piattaforme che fuori dai nostri confini non funzionerebbero, come quelle di film e sport in streaming. Esistono decine di VPN, alcune anche gratuite, ma che non sempre riescono a concretizzare ciò che promettono. Avira Phantom VPN per Windows, Mac, Browser, iPhone/iPad e Android, è la soluzione migliore per navigare in tutta libertà in modo anonimo e protetto, provando il servizio anche in modalità free, con il solo limite del monte traffico dati mensile.

Il consiglio di Avira

Una delle funzionalità più apprezzate di Avira Phantom VPN è la possibilità di ricevere, in automatico, un avviso da parte dell’app quando siamo connessi a una rete Wi-Fi non attendibile. A quel punto, il software invita ad attivare la VPN per continuare a surfare in maniera sicura. Come per le altre soluzioni di private network, Avira cripta il flusso dei dati e li trasmette su un canale protetto, nascondendo l’indirizzo IP, le pagine aperte, l’orario di navigazione ed escludendo la creazione di log a cui, troppo spesso, occhi indiscreti accedono per spiare le mosse del browser e monitorare gli utenti. Che aspettate? Cliccate qui e correte subito a provarla!