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Passate le elezioni, molti si stanno chiedendo: come è possibile che il popolo americano abbia votato in quel modo? La verità è che la maggior parte degli americani non ha votato per Donald Trump. La maggior parte degli americani non ha votato per Hillary Clinton. La fetta più consistente della popolazione non ha votato affatto.

Secondo il sito United States Election Project, solo il 58,1% circa degli aventi diritto al voto ha di fatto imbucato la scheda nell’urna nelle ultime elezioni presidenziali. Ciò significa che dei 231 milioni potenziali elettori, 97 milioni non hanno partecipato all’imponente processo elettorale. Questa fetta di elettori è di gran lunga più numerosa dei 60-62 milioni di voti espressi a favore di Trump o di Hillary.

Le cifre non sono ancora sufficientemente precise per consentire un’analisi granulare delle ultime elezioni. Tuttavia, nelle elezioni del 2008 il tasso di affluenza alle urne della Generazione Y è stato molto più basso di quello dei più anziani: 41% rispetto al 70%. E con l’aumentare di reddito e istruzione, aumenta generalmente anche il tasso di partecipazione al voto.

Ma cosa ha a che fare tutto ciò con la sicurezza online? Beh, per diversi aspetti questo scenario è simile al comportamento degli utenti online. I giovani, apparentemente più in sintonia con le nuove tecnologie, sono meno protetti dei più anziani, se consideriamo il loro comportamento online.

Solo un altro noioso aggiornamento

La colonna portante della sicurezza online, oltre ad un buon antivirus, è il costante aggiornamento dei programmi e del sistema operativo. Il grande evento mensile in questa saga è il Patch Tuesday introdotto da Microsoft e Adobe. Inclusi nello Speciale Elezioni di questo mese c’erano 14 bundle di software per 68 vulnerabilità che interessavano tutto, da Flash Player e MS Office fino a Windows.

È stato così terribile? Delle 14 patch, sei sono state considerate critiche: il livello più alto raggiunto da Microsoft. E, cosa ancora più importante per gli utenti, due di queste sono state già sfruttate in rete. Pensa agli exploit kit, pensa agli attacchi zero-day.

Chi sono i vincitori e i vinti in questa patch di aggiornamento?

Ma aspetta, è solo la patch! E una patch è inutile se non viene installata, proprio come il diritto di voto se non viene esercitato.

I vincitori in questo aggiornamento delle elezioni sono coloro che si sono ricordati di votare e di aggiornare i propri dispositivi. I vinti sono coloro che non l’hanno fatto.

Il problema del posticipare

Diversamente dalle elezioni politiche, non si può votare in anticipo, ma in ritardo sicuramente sì. Molto in ritardo. Un comportamento molto apprezzato dagli sviluppatori di exploit kit.

Chi non ha eseguito gli aggiornamenti ha maggiore probabilità di essere vittima delle minacce zero-day. La buona notizia è che se voti, il risultato sarà una maggiore protezione. Alcuni aggiornamenti vengono eseguiti automaticamente. Altri richiedono la tua buona volontà e il tuo impegno attivo. Se non hai aggiornato i tuoi dispositivi, smettila di posticipare e procurati un programma di aggiornamento del software che faccia il lavoro per te.

Dopotutto. chi desidera una sorpresa il giorno dopo le elezioni?

Questo articolo è disponibile anche in: IngleseTedescoFrancese

As a PR Consultant and journalist, Frink has covered IT security issues for a number of security software firms, as well as provided reviews and insight on the beer and automotive industries (but usually not at the same time). Otherwise, he’s known for making a great bowl of popcorn and extraordinary messes in a kitchen.