Lo speaker in giallo

All’inizio di marzo Amazon ha ricevuto il via libera da un imputato per fornire a un tribunale le prove di un omicidio che potrebbero essere state registrate dallo speaker online Echo e dalla sua assistente Alexa. È una delle prime volte che un dispositivo sempre online viene stato chiamato a testimoniare in un caso di omicidio.

Non si tratta del solito omicidio nella vasca da bagno dopo una partita di calcio. Ci troviamo di fronte a un processo penale apripista nell’era dei dispositivi sempre online: gli elettrodomestici, infatti, oggi sono in grado di fare tutto e possono anche diventare i testimoni chiave di un processo.

Questi due testimoni elettronici sono due nuovi dispositivi che stanno invadendo le nostre case, ossia Echo, un dispositivo di Amazon per ascoltare la musica, e un contatore intelligente IoT per misurare il consumo dell’acqua. E sì, proprio come accade per il piano tariffario del cellulare, il traffico voce e quello dati vengono gestiti in modo differente.

Ne è passato di tempo…

La triste storia ha avuto inizio nel novembre del 2015, quando un certo Victor Collins fu trovato morto nella Jacuzzi della casa di James Bates a Bentonville, Arkansas. Inizialmente il decesso fu ricondotto a un annegamento accidentale, dovuto probabilmente alla combinazione di troppi alcolici e acqua calda. Ma ad insospettire la polizia furono i lividi ritrovati sul corpo della vittima. Quello che sarebbe potuto essere un semplice caso di “lui ha detto questo, l’altro ha detto quello”, si è trasformato in una vicenda molto più avvincente per gli esperti di tecnologia quando si è scoperto che vicino alla vasca da bagno c’era un dispositivo Echo che riproduceva musica e che la casa era dotata di un contatore intelligente per la misurazione del consumo d’acqua. Benché non fosse stata ritrovata nessuna pistola fumante, avrebbe potuto esserci un dispositivo “ancora caldo” che aveva registrato l’omicidio.

Alexa ha ascoltato

Lo speaker wireless Echo è uno dei tanti servizi a comando vocale sempre attivi e sempre più diffusi. Eseguendo una registrazione di circa 30 secondi ed elaborandola con l’ausilio di Alexa e dell’intelligenza artificiale, questo dispositivo sta cambiando il modo di ascoltare la musica, di navigare in Internet e addirittura di gestire le aziende. Finora, Alexa era finita su tutti i giornali per aver frainteso le richieste dell’utente, dopo che una bambina di sei anni le aveva chiesto: «Alexa, giochiamo insieme alla casa delle bambole e mi prenderesti una casa delle bambole?» e Alexa aveva reagito ordinando una casa delle bambole KidKraft del valore di 170 dollari e una confezione di biscotti. A peggiorare le cose ci si era messo anche un telegiornale che riferendo l’accaduto aveva fatto partire erroneamente una serie di ordini di case delle bambole.

Ma comicità a parte, il caso del sig. Collins solleva la questione relativa a che cosa ascolti realmente Alexa … e a chi controlli le successive registrazioni. Essendo collegata a sempre più apparecchi domestici, dal frigorifero alle lampade, Alexa può origliare tutto quello che accade tra le mura di una smart home.

L’IoT ha registrato

Il secondo dispositivo chiave che potrebbe testimoniare l’accaduto è il contatore dell’acqua ritrovato nella casa di Bates. Sebbene le specifiche del dispositivo non siano state rese note, sembra che questi contatori possano sia inviare continuamente dati relativi al consumo d’acqua ai servizi competenti, sia effettuare registrazioni a campione, ad esempio ogni ora. Come potrebbe fare la gran parte dei dispositivi IoT, il contatore dell’acqua comunicò che, nella notte in cui Collins morì, tra l’una e le tre di mattina nella casa di Bates vennero consumati oltre 530 litri d’acqua; una quantità che lascia credere che sia stato ripulito l’intero piano.

La tua voce è speciale … i tuoi dati no 

Da questo caso, primo nel suo genere, emerge che le registrazioni vocali vengono gestite diversamente rispetto alle registrazioni di dati. Questo potrebbe dipendere dalla normativa americana in materia di protezione contro l’autoincriminazione e dalla facoltà di non rispondere (si pensi ai diritti Miranda). Le registrazioni di dati, soprattutto se il dispositivo non è di proprietà della persona in questione, potrebbero non essere protette. Ma qui ci troviamo in un nuovo ambito giuridico. E con milioni di dispositivi dotati dell’assistente personale Alexa e la possibilità di collegare all’IoT qualsiasi cosa, dalle spazzole per capelli ai preservativi, ne vedremo delle belle. E non mancheranno altri processi simili.

Questo articolo è disponibile anche in: IngleseTedescoFrancese

As a PR Consultant and journalist, Frink has covered IT security issues for a number of security software firms, as well as provided reviews and insight on the beer and automotive industries (but usually not at the same time). Otherwise, he’s known for making a great bowl of popcorn and extraordinary messes in a kitchen.