Data protection and raw eggs, Datenschutz, protection des données, protezione dei dati

Protezione dei dati e uova crude

Con il nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati (o GDPR) non nasce solo una nuova norma UE, ma cambiano le regole di gestione dei dati, in particolare se vivi nell’UE o nelle sue vicinanze (ci dispiace, sostenitori della Brexit), o ancora se commerci con lei. Il nuovo regolamento, già approvato, entrerà in vigore tra un anno. Nel frattempo alcuni paesi, come la La Germania ha appena varato le proprie leggi per la protezione dei dati  applicheranno i regolamenti UE più rapidamente a livello locale.

La mamma (l’UE) ha dettato legge.

Se pensiamo alla sicurezza dei dati, siamo in quel particolare periodo che separa il momento in cui la mamma ha stabilito che presto in casa i dati dovranno essere in ordine, dal momento in cui la casa dovrà effettivamente essere perfetta. Il regolamento ufficiale è stato approvato il 24 maggio 2016 ed entrerà in vigore il 25 maggio 2018. Questo significa che le aziende hanno esattamente un anno per rimettere in ordine le propria casa digitale prima che la mamma rientri e scateni un putiferio mulinando il mestolo a destra e a manca. Ancora meno, se sono in Germania. No, non puoi evitarlo nascondendoti dietro la Brexit.

La protezione dei dati in un guscio d’uovo.

Con il nuovo regolamento l’UE si è posta due obiettivi principali: in primo luogo garantire ai cittadini il controllo dei propri dati personali, in secondo luogo semplificare e uniformare il quadro normativo per le aziende. Per gli utenti privati ciò significa che avranno maggiore voce in capitolo su come farsi cuocere, affettare o tagliare a dadini le loro “uova di dati”, mentre per le aziende ciò significa che devono prepararsi già ora se operano all’interno dell’UE o hanno clienti lì.

Dieci uova, non uno di più, non uno di meno.

Con la definizione di un pacchetto compatto di norme sui dati, l’UE si è lentamente mossa per rimpiazzare l’attuale accozzaglia di norme. Oltre a contribuire alla creazione di un Mercato unico digitale, il regolamento definisce le regole che le aziende extra UE dovranno rispettare se vogliono commerciare con i cittadini dell’UE. La portata è davvero molto più ampia della sola UE.

Romperà le uova nel paniere delle aziende.

Le aziende che lavorano con i dati personali o che li elaborano ne saranno ritenute responsabili. Dire alla mamma che la colpa è del controller dei dati non sarà più sufficiente. Quindi se i dati verranno violati ci saranno diversi livelli di responsabilità. E le sculacciate non risparmieranno nessuno.

Vai fino in fondo, lamentati di quell’uovo al tegamino troppo cotto.

Sarai in una posizione decisamente migliore per lamentarti del modo in cui i tuoi dati sono stati gestiti ed elaborati erroneamente. Questa possibilità include il risarcimento collettivo, la variante europea della “class action”americana. La facoltà di richiedere ufficialmente un risarcimento collettivo ingigantirà le conseguenze negative delle violazioni di dati, alle quali la stampa darà grande risonanza a lungo. L’inasprimento delle sanzioni finanziarie dirette andrà quindi di pari passo con il rabbuiarsi degli scenari di danno dell’immagine.

Cancella quel brutto legame.

Il regolamento prevede che gli utenti possano richiedere che i propri dati vengano cancellati e non solo “dimenticati”. Rimane da vedere come questo dovrà avvenire in pratica e che cosa costituirà un “indebito ritardo”.

TU l’uovo come lo vuoi?

Un semplice promemoria sulla raccolta dei dati insieme all’opzione per esprimere il proprio dissenso, spesso inutile, non saranno più sufficienti. Ai sensi del nuovo regolamento dovrai accettare espressamente il programma di raccolta dei dati ed essere informato dei tuoi diritti. A un anno esatto dall’applicazione di questo regolamento è ormai giunto il momento di pensare ai tuoi dati e a come tenerteli per te.

Questo articolo è disponibile anche in: IngleseTedescoFrancese

As a PR Consultant and journalist, Frink has covered IT security issues for a number of security software firms, as well as provided reviews and insight on the beer and automotive industries (but usually not at the same time). Otherwise, he’s known for making a great bowl of popcorn and extraordinary messes in a kitchen.