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Le migliori (e più sicure) app di chat

Quanto siano diventate importanti le applicazioni di chat lo si capisce dal numero di tentativi di violarle (oppure di truffare gli utenti). L’ultimo, in ordine cronologico, è quello del governo russo, che ha invitato in più di un’occasione Telegram a concedere le chiavi crittografiche dei cittadini iscritti al servizio. L’azienda non ha ceduto, se non altro per evidenti motivi tecnici (la crittografia end-to-end non è uno scherzo) e per questo rischia di essere bannata del tutto dal paese.

Ma il sogno di accedere alle finestre nelle quali vengono condivisi messaggi di testo, foto e video è un po’ quello di ogni governo al mondo, così come del partner geloso, del papà poco convinto del nuovo fidanzato della figlia e di chiunque abbia tempo da perdere nel farsi gli affari altrui. A scatenare il boom delle piattaforme di chat sono due fattori principali. Il primo: la diffusione a macchia d’olio degli smartphone e di Internet. Il secondo: la decretata morte degli sms e il consolidamento di metodi di comunicazione remota più interessanti e “ricchi”.

Il rischio di perdersi tra la miriade di applicazioni simili tra di loro è alto. Dietro WhatsApp infatti si nasconde una folta boscaglia di software più o meno famosi, non sempre così simili, che hanno il loro seguito. Una menzione a parte merita Messenger, l’applicazione figlia della piazza social più popolosa, Facebook, che viene usata in pratica “solo” dagli iscritti alla rete di Zuckerberg, che conta oltre 2 miliardi di utenti attivi.

Facciamo allora un giro tra le app di chat più utilizzate, tutte compatibili con iOS e Android, cercando di capire le differenze e che metodo usano per proteggere messaggi testuali, foto e video degli iscritti, un “particolare” che ogni persona dovrebbe considerare prima di concedere il proprio mondo digitale al primo sviluppatore che capita.

Facebook Messenger

L’incursione di Facebook nel campo della messaggistica mobile si chiama Messenger. Si tratta di un client dedicato, che si basa sulla rete di chat esistente e aggiunge ulteriori funzionalità di comunicazione multimediale. Gli utenti accedono tramite Facebook e possono inviare ad altri i soliti messaggi di chat, nonché messaggi e chiamate vocali o video. Esiste inoltre una versione Lite per i soli Android, che offre un’esperienza snella e meno assetata di dati. La crittografia end-to-end c’è ma va attivata manualmente per ogni singola conversazione, scegliendo Conversazione Segreta nella finestra della chat con un contatto.
Sito web: Messenger

WhatsApp

Un setup semplice, una sincronizzazione automatica con i contatti del telefono e un’esperienza ricca di funzionalità e priva di pubblicità rendono WhatsApp un’app di messaggistica estremamente popolare. Gli utenti possono inviare messaggi di testo, foto, video e appunti vocali, beneficiando della crittografia end-to-end e dell’autenticazione doppia, che richiede una password periodica per l’accesso. Non è ben chiaro se e quando l’azienda intreccerà i dati dei suoi iscritti con i profili Facebook (fa parte dello stesso gruppo), anche se l’Unione Europea ha impedito a Zuckerberg di farlo, almeno per il momento.
Sito web: WhatsApp

Telegram

Un’app di messaggistica mobile per l’era post-Snowden. Telegram si rivolge a chi sa cosa voglia dire mettere al sicuro la propria identità digitale. L’applicazione offre un servizio chat veloce e criptato, con crittografia client-server per le chat standard. Le finestre segrete invece non permettono a nessuno di violare la privacy dei messaggi, mentre le conversazioni che si auto-distruggono, sia tra singoli che tra gruppi, assicurano un periodo di esistenza dopo il quale tutto sparisce, compresi gli elementi condivisi.
Sito web: Telegram

Signal

Sviluppata dalla Open Whisper Systems, Signal è un’altra soluzione di messaggistica orientata alla privacy. Usa la crittografia end-to-end di livello militare per proteggere i messaggi, rafforzata da una piattaforma open-source costantemente controllata dal team di sviluppatori e migliorata nei sistemi di difesa. Non a caso, Signal è l’app preferita da hacktivisti e personaggi di spicco nel mondo della libertà di espressione, come Edward Snowden, principale informatore del Datagate.
Sito web: Signal

WeChat

Con oltre 700 milioni di utenti, WeChat domina nel web cinese e sta riscuotendo successi anche a livello globale. L’app offre agli utenti testi, chiamate video e vocali, chat di gruppo e allegati multimediali arricchiti da caratteristiche eccentriche come “Friend Radar”, “People Nearby” e “Shake”, per trovare rapidamente nuove persone in chat nelle vicinanze. Una delle poche a vantare un client per Android Wear e Apple Watch, anche se è priva della tecnologia end-to-end. La sua sicurezza si basa sulla protezione client-to-server e server-to-client e vanta anche un accredito presso l’organizzazione esperta di privacy TRUSTe. Inoltre, è certificata dal severo standard internazionale di conformità ISO 270001-2013, che vuol dire estrema difficoltà di intrusione da parte di hacker, persino cinesi.
Sito web: WeChat

Line

Un altro progetto asiatico che ha lasciato il segno è la giapponese Line, che ha più di 600 milioni di utenti in tutto il mondo. Il punto forte è rappresentato da una serie di adesivi da integrare nelle chat, oltre a un sistema di timeline simile a un social network. L’app ha il supporto per conversazioni e chiamate di gruppo fino a 200 partecipanti e l’opzione per chiamare numeri mobili e fissi con un credito dedicato. Inoltre, Line permette di seguire marchi e personaggi preferiti tramite canali ufficiali, così da restare sempre aggiornati sulle ultime notizie e avvenimenti. Già dal 2015 integra la crittografia end-to-end.
Sito web: Line

Skype

Più conosciuta per le potenzialità audio e video, Skype rappresenta comunque un ottimo metodo per chattare velocemente con il solo testo. Da poco ha subito un restyling della versione mobile, che l’ha resa più colorata e giovane. Al cospetto della concorrenza resta però un software usato soprattutto da utenti aziendali, in particolare nella versione Business. La sicurezza delle conversazioni è assicurata dalla crittografia TLS e AES, che però non entra in gioco nel caso di telefonate verso numeri fissi e mobili.
Sito web: Skype

Viber

In maniera simile a WhatsApp, Viber usa il numero di telefono come login e per aggiungere i contatti già in rubrica. L’app gode di un certo pubblico tra i non più giovani ed è utile per inviare testi, foto, messaggi vocali e video, ma anche per chiamare numeri fissi tramite la funzione Viber Out. Inoltre, da qualche tempo ha introdotto la crittografia end-to-end, che mette al sicuro le conversazioni.
Sito web: Vibe

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