IoT and health - by Travis Witteveen / IdO

Alla tua salute, con l’Internet delle cose (IoT)

Alcuni mesi fa, ho condiviso la mia esperienza del nuovo mondo della domotica IoT, che si è rivelata una grande fonte di irritazione. Nelle ultime settimane, sono passato dalla domotica alla salute, sperimentando alcuni dispositivi IoT che si concentrano sulla salute personale.

Questi dispositivi stanno rendendo il mio benessere fisico più trasparente e stanno raccogliendo dati rilevanti sul mio stile di vita e sul mio stato di salute. O forse no. I dati raccolti rientrano in sei categorie principali:

  1. Sonno: quando mi addormento e mi sveglio, quante volte mi sveglio, la durata delle fasi di sonno leggero REM e profondo
  2. Peso: in chilogrammi, percentuale di grasso corporeo, percentuale di acqua e indice di massa corporea (IMC)
  3. Cuore: frequenza cardiaca a riposo, pressione sanguigna, velocità dell’onda sfigmica
  4. Esercizio: quantità di tempo, passi, rampe di scale, calorie bruciate
  5. Abitudini alimentari: acqua ingerita, calorie consumate
  6. Temperatura corporea

Per poter ottenere tutte queste informazioni su di me, ho dovuto acquistare alcuni dispositivi:

ProduttoreNome del prodottoValori misurati
Withings
(pronunciato “why things”)
Body Cardio ScalePeso, percentuale di grasso corporeo, percentuale di acqua e indice di massa corporea (IMC), polso,
velocità dell’onda sfigmica
WithingsBlood Pressure MonitorPolso, pressione sistolica e diastolica
WithingsThermoTemperatura corporea
JawboneUP3Passi, durata degli esercizi, calorie bruciate
(in movimento, a riposo, totali), distanza (stimata)
AppleWatchPolso, tipo di attività, passi, distanza (via telefono),
scale (via telefono)
AppleiPhonePassi, scale, distanza, polso

Come ottenere i dati

Come si vede dalla tabella, alcune funzioni si sovrappongono, tuttavia ciascun dispositivo offre specifiche uniche. La possibilità di disporre di più dati mi consente inoltre di comprendere meglio e verificare i dati raccolti. Per visualizzare le informazioni, ho usato anche l’HealthKit di Apple, nonché app specifiche per i vari dispositivi.

A prima vista potrebbe sembrare un procedimento estremamente complesso, ma in realtà è tutto molto semplice. Per connettere i dispositivi, impostarli per raccogliere i dati (bilancia, monitoraggio della pressione sanguigna e termostato) in casa mia ed eseguire il riconoscimento dei diversi membri della famiglia ho impiegato solo pochi minuti per ogni dispositivo.

Intelligenza artificiale e consigli concreti

Ora dispongo di numerose informazioni relative alle ultime due settimane e ho notato davvero un miglioramento della mia salute. Gli istruttori virtuali basati sull’intelligenza artificiale incorporati in diverse app mi stanno fornendo suggerimenti personalizzati (prova ad andare a letto alla stessa ora ogni sera, riduci la quantità di sale consumata, fai altri 5000 passi al giorno per avvicinarti ai tuoi obiettivi, ecc.). Visto che posso facilmente controllare se il mio stato di salute è buono o meno, cerco di comportarmi bene e questi dispositivi mi spronano a vivere una vita migliore. Sono curioso di vedere se continuerò ad usarli per settimane, mesi o anni in futuro…  Per ora sono piuttosto entusiasta di queste tecnologie ed è stata un’esperienza molto più positiva rispetto al tentativo di automatizzare casa mia.

Quanto giova alla salute disporre di tutti questi dati?

Mentre discutevo della mia esperienza con un collega, abbiamo parlato del valore di questi dati. La conversazione si è poi spostata sul valore di tutte le nostre informazioni, specialmente quando prendiamo in considerazione tutti i dispositivi “connessi” che entrano nelle nostre case o con i quali veniamo in contatto ogni giorno. La quantità di informazioni che abbiamo a portata di mano è enorme e la quantità di informazioni raccolte su di noi è ancora maggiore. Queste considerazioni ci portano a una domanda ancora senza risposta: se le informazioni sono così preziose, come facciamo a trarne vantaggio economico fornendole a terzi?

Dalla prevenzione alla gestione

Come individui, trascorriamo molto tempo a pensare come impedire che altre persone entrino in possesso delle nostre informazioni private (e a come proteggere la nostra privacy). Se riteniamo che le informazioni personali siano preziose, dovremmo davvero pensare a come gestirle al meglio, non solo per impedire che vengano spiate, ma per poterle utilizzare sul piano economico.

Ad esempio: “Se ti fornisco queste informazioni, tu mi darai xxx…”

Non c’è da meravigliarsi del fatto che alcune società che stipulano assicurazioni sulla salute stiano già offrendo sconti in cambio di informazioni sul monitoraggio della salute.

Questo è solo l’inizio. Cosa potrebbe accadere se:

  • i siti web fornissero più informazioni e servizi, in cambio di un maggiore pubblicità?
  • i venditori online fornissero sconti, in cambio del monitoraggio delle nostre abitudini di navigazione?
  • le informazioni mediche raccolte da un dispositivo o cloud privato potessero essere condivise con medici o fornitori di servizi scelti da noi?
  • la nostra posizione geografica potesse essere usata da alcuni tipi di fornitori di servizi?

Le opportunità sono infinite e virtualmente non sfruttate. In Avira abbiamo già un browser, una cassetta di sicurezza digitale, una funzione di gestione di identità, una VPN, un controllo delle applicazioni, una soluzione antitracciamento, una funzione di eliminazione dei dati della cache e della cronologia e un servizio di ricerca sicura e ciò ci ha consentito di sviluppare delle tecniche di prevenzione per fornire un controllo gestionale che va oltre il “blocco”. Potremmo sviluppare queste vaghe “informazioni personali”, in modo che i nostri utenti possano gestirle e controllarle attivamente, se e quando vedranno dei vantaggi in questa proposta di valore.

Mettere i nostri utenti nelle condizioni di fare di più sarebbe solo il primo passo per trasformare l’approccio alla sicurezza delle informazioni dal blocco alla gestione attiva. Attendo con fiducia le sfide e le opportunità che ci riserverà questa transizione.

Questo articolo è disponibile anche in: IngleseFrancese

Chief Executive Officer