Il governo italiano autorizza un nuovo software spia

Si apre un nuovo capitolo nella sempre più spinosa vicenda dei software spia di produzione italiana venduti ai governi stranieri, ambito nel quale le autorità romane avevano fin qui imposto paletti ben precisi vietando l’esportazione di Remote Control System (RCS)/Galileo della società milanese Hacking Team (HT) fondata da David Vincenzetti.

Hacking Team non è la sola azienda specializzata nella produzione dei software di monitoraggio, e un altro player che vuole ora farsi strada nel settore è la lombarda Area S.p.A. guidata da Andrea Formenti: AREA descrive la propria offerta come un sistema di monitoraggio integrato per intercettazioni “legali”, software che permettono a forze dell’ordine, governi e intelligence militari di “catturare, registrare, eseguire, tracciare, analizzare e decodificare.”

L’offerta di AREA è a dir poco completa e include programmi e dispositivi con funzionalità da veri e propri malware come già faceva la oramai famigerata Hacking Team, con soluzioni pensate per la gestione integrata dei dati intercettati (MCR Server), la riproduzione dei dati acquisiti da “qualsiasi fonte di trasmissione” (MCR Player), l’analisi comparata delle informazioni per individuare correlazioni e pattern comportamentali (MCR Studio), la gestione dei documenti e delle procedure amministrative legate allo spionaggio (MCR Office), la cattura del traffico telematico sui network pubblici (MCR Captor) e il monitoraggio degli obiettivi in movimento grazie alla geolocalizzazione tramite il segnale GPS (MCR Tracer).

In queste settimane i sistemi di spionaggio di AREA sono saliti alla ribalta a causa di una nuova decisione del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), lo stesso ministero che aveva ritirato la licenza di esportazione ad Hacking Team e che ora ha concesso quella stessa licenza alla società di Formenti; diversamente da quella per HT, la nuova autorizzazione all’export è di tipo “globale individuale” ed è valida esclusivamente per la vendita in Egitto.

L’acquirente finale del sistema MCR di AREA è insomma lo stesso a cui si rivolgeva Hacking Team, le stesse autorità egiziane finite al centro delle polemiche e dell’azione diplomatica italiana dopo la morte del giovane ricercatore Giulio Regeni: il blocco alle vendite di RCS/Galileo era stato giustificato anche con la scarsa volontà di collaborazione dimostrata dalle autorità del Cairo nella soluzione del giallo di Regeni, anche se dal Mise giustificano il via libera ad AREA dicendo che nessuno vieta ad HT di richiedere una nuova autorizzazione all’export su base individuale come ha fatto la società lombarda.

Resta il fatto, incontrovertibile, che dal governo italiano hanno ancora una volta autorizzato la vendita di malware per lo spionaggio di stato a un governo straniero non particolarmente famoso per il suo rispetto dei diritti umani o delle garanzie giuridiche dei cittadini, e non a caso la decisione del Mise ha dato immediatamente il via a una nuova serie di polemiche sul fronte politico e non solo: l’associazione Amnesty International ha denunciato i “binari paralleli” seguiti dal governo tra l’azione diplomatica di pressione per il caso Regeni e le relazioni commerciali e militari che vanno avanti come se nulla fosse, mentre i partiti politici di opposizione (Sinistra Italiana) e di maggioranza (Scelta Civica) parlano di fatto gravissimo e chiedono al governo di riferire in parlamento in merito a un’autorizzazione che “desta stupore”.

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