Gestione più intelligente delle app durante le ore di scuola

Da una parte questo è perfettamente logico. Fare facce strane con Snapchat è certamente più divertente che imparare a memoria la tavola periodica e le varie proprietà degli elementi. Ma dall’altra, giocare con Snapchat o con altri giochi ancora più affascinanti è realmente ciò che un ragazzo dovrebbe fare a scuola? A breve, medio o lungo termine, l’accesso senza restrizioni a giochi e social media non rischia di rendere un grave disservizio ai ragazzi?

Gli studi su ciò che i ragazzi fanno realmente con i loro smartphone e su quando lo fanno sono estremamente limitati. Basta dare un’occhiata al titolo di questo sondaggio di Statista: “Attività preferite svolte settimanalmente dai ragazzi con i loro smartphone con accesso a Internet in Finlandia a giugno 2015 (in base a quanto riferito dai loro genitori)”. Quel che vorrei è uno studio che mettesse a confronto ciò che il genitore pensa con ciò che il figlio realmente fa.

Ma fortunatamente sono un genitore anche io e ho già un’idea piuttosto chiara della situazione: i ragazzi utilizzano contemporaneamente diversi metodi di comunicazione, alternando musica, giochi e app di messaggistica ai compiti che dovrebbero fare, il problema è che lo fanno in modo eccessivo.

Per i genitori, gli smartphone possono rivelarsi una benedizione, ma anche una maledizione. Ci permettono (di solito) di comunicare con i nostri figli e di controllare attentamente dove siano. Ma questa loro utilità può passare in secondo piano se consideriamo le distrazioni rappresentate da giochi e social media.

Screenshot_2016-03-15-17-18-52Blocco geografico con AppLock+ Chiedere a un ragazzo di spegnere il telefono durante le ore di scuola non fa che peggiorare la situazione, perché o dimenticherà di disattivare la suoneria o di spegnere il telefono, oppure lo spegnerà, ma dimenticherà di riaccenderlo dopo la scuola e sarà impossibile contattarlo. Per di più, entrambe le opzioni contrastano con il motivo per cui abbiamo regalato a nostro figlio uno smartphone.

Ma esiste un’alternativa.

Con AppLock+, una nuova app di Avira, gli utenti possono organizzare le proprie app e impostare un blocco geografico per determinate categorie. Il blocco geografico limita l’accesso dell’utente entro un raggio di 100 metri.

Nella pratica, questa app risolve il problema. Il ragazzo va a scuola e le app selezionate, per esempio nelle categorie delle chat e dei giochi, vengono automaticamente spente all’ingresso. Le caratteristiche fondamentali del telefono, invece, ossia quelle che consentono l’esecuzione e la ricezione di chiamate, rimangono attive.

E così può iniziare la lezione.

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As a PR Consultant and journalist, Frink has covered IT security issues for a number of security software firms, as well as provided reviews and insight on the beer and automotive industries (but usually not at the same time). Otherwise, he’s known for making a great bowl of popcorn and extraordinary messes in a kitchen.