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Elezioni europee, sale il rischio hacker

La Russia sta lanciando varie campagne di disinformazione nei paesi principali che si accingono, a fine maggio, a recarsi alle urne per il voto del Consiglio dell’Unione Europea. Anche in Italia dovremo decidere chi mandare ai vari seggi di Bruxelles e non è detto che il risultato finale rispecchi davvero il sentiment delle persone. Stando a varie ricerche, tra cui una dell’agenzia di analisi SafeGuard Cyber, il numero di attacchi hacker, vere e proprie intrusioni o lanci di fake news su larga scala, aumenta con l’avvicinarsi delle elezioni.

“I cattivi attori sostenuti dalla Russia, bot, troll e account ibridi, stanno distribuendo campagne di disinformazione paese per paese su argomenti di tendenza, per influenzare le popolazioni del mondo reale prima delle elezioni europee – si legge nel report, che ha anche rilevato come le vittime preferite saranno, qualora non lo siano già state, i politici di Bruxelles, i cui account email, social e informazioni personali, rappresentano un bottino molto ricercato per tali finalità di pilotaggio delle menti (ricorda qualcosa il caso della diffusione delle email di Hillary Clinton nel 2016).

Ma non solo Russia. Un gruppo di spionaggio informatico affiliato al governo cinese ha diffuso strumenti di hacking sottratti alla NSA tre anni fa, 12 mesi prima che le stesse armi digitali trapelassero online e abilitassero l’enorme epidemia di WannaCry. Il gruppo cinese noto in vari modi (Buckeye, APT3) è uno dei probabili protagonisti di minacce digitali in Europa, insieme agli Shadow Broker.

Non a caso, le tecniche odierne permettono di utilizzare la tecnologia per differenziare gli attacchi in vari modi. I ricercatori evidenziano come un totale di 241 milioni di cittadini europei potrebbe già aver ricevuto false notizie da hacker russi o cinesi. Questi sanno perfettamente come cogliere il centro, costruendo ad-hoc le bufale seguendo tendenze particolari. In Italia e in Germania sul tema degli immigrati, in Francia sugli attacchi ai luoghi di culto, in Spagna sull’andamento economico e finanziario e così via. Ma anche i social fanno la loro parte: con l’ascesa dei bot indipendenti, Twitter ha dovuto mettere in campo forze maggiori per lo scouting e l’eliminazione degli account falsi, che però fanno segnare un aumento costante quasi giornaliero, anche grazie a servizi che nascono proprio per tale scopo.

Una grande mano per fronteggiare il problema deve arrivare dai governi. Il presidente francese Emmanuel Macron ha recentemente chiesto una “rinascita europea” per combattere gli attacchi informatici e il flusso di finanziamenti dall’estero verso i partiti politici. Dal canto suo, l’ex segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen ha avvertito che la Russia ha tutte le carte in regola per mobilitare le coscienze degli europei, prima, durante e dopo le operazioni di voto, attese per il 26 maggio in Italia (dal 23 in alcuni paesi). Le aziende tech intanto si sono già mobilitate: Microsoft, mesi fa, aveva annunciato la creazione di un tool per la verifica delle informazioni, proprio a scopo di validare i fatti e le notizie più calde sul fronte elettivo, mentre Google e Facebook accresceranno lo sforzo di controllo umano nelle prossime settimane. Basterà? Non possiamo dirlo ma di certo nessuno vuole il ripetersi di avvenimenti dubbi, che hanno portato più di un’ombra sulla nomina di Donald Trump negli Stati Uniti e sul referendum di uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna, meglio nota come Brexit.