Attenzione: 5 pericoli digitali legati al coronavirus

I criminali informatici sfruttano spesso le informazioni sui media per fare leva sui timori della collettività. Un esempio tipico è l’epidemia di COVID-19. Sebbene il rischio di contagio sembri diminuire nel nostro Paese, i criminali informatici sfruttano la pandemia per indurre le persone a fare clic su link, aprire allegati e dimenticare le procedure di sicurezza generalmente consolidate. Ecco cinque comuni minacce informatiche alle quali dovreste prestare particolare attenzione.

Pericolo 1: consigli sulla salute da Internet

Le persone sono confuse. Tanti miti sul coronavirus, che circolano sui social network, su WhatsApp e nel Web, gettano ulteriore benzina sul fuoco. Tra questi, ad esempio, ci sarebbe la possibilità di individuare l’infezione da coronavirus con un semplice test respiratorio oppure che l’aglio sarebbe un alimento che protegge dal contagio. Talvolta i consigli diffusi sono costati la vita a qualcuno, come bere disinfettanti, alcool industriale, liquidi antigelo o anche bevande alcoliche in grandi quantità. Non fatevi confondere e informatevi sull’attendibilità delle fonti, quando si parla di coronavirus. Ottime fonti, ad esempio, sono i siti dell’Instituto Superiore di Sanita e del Ministero della Salute.

Pericolo 2: catene di Sant’Antonio

Sempre molto diffuse sono le “catene di Sant’Antonio” sul coronavirus, soprattutto su WhatsApp e nei social network. Queste serie di messaggi contengono a volte istruzioni su come effettuare autonomamente test sul coronavirus e adottare misure di protezione senza basi scientifiche. Pericoloso: chi ci crede potrebbe non rivolgersi a un medico, rischiando conseguenze quali un decorso della malattia complicato e ulteriori infezioni. Evitate assolutamente di inoltrare tali notizie e non seguite i “consigli” offerti.

Pericolo 3: truffatori sulla porta di casa e al telefono

La polizia e le società che tutelano i consumatori mettono in guardia dai truffatori che si presentano a casa delle persone fingendosi dipendenti dell’ASL o poliziotti che intendono intrufolarsi in casa con il pretesto del coronavirus. Se gli aprite la porta, questi estranei entreranno in casa vostra con la forza e vi deruberanno, per poi darsi alla fuga. Stanno aumentando anche le telefonate di presunti impiegati bancari o medici. In questo caso, generalmente queste persone cercano soltanto di convincervi a fare un bonifico tramite online banking.

Pericolo 4: e-mail con la parola coronavirus nell’oggetto

Siate particolarmente diffidenti delle e-mail che parlano del coronavirus. Al posto delle promesse informazioni sul coronavirus, alle mail sono spesso allegati programmi dannosi, link a negozi fasulli o trappole per rubare i vostri dati personali.

Pericolo 5: pagine web i cui indirizzi contengono le parole “coronavirus” o “Covid”

Gli esperti di sicurezza hanno scoperto migliaia e migliaia di nuovi nomi di dominio con queste parole chiave, molti dei quali creati da criminali informatici. Il pericolo: le pagine Internet sembrano utili pagine informative, ma in realtà in background sono pronte a introdurre nel PC degli utenti programmi dannosi come adware (fastidiosi programmi pubblicitari), keylogger (strumenti che rilevano i dati immessi con la tastiera) e trojan bancari.

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