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Queste 7 attività online potrebbero portarti dritto in prigione

Ai tempi dei social network, i confini tra mondo reale e mondo virtuale sono diventati più confusi. Era solo questione di tempo prima che le attività virtuali/online cominciassero ad avere delle conseguenze nel mondo reale. Le attività online degli utenti sono diverse e versatili come gli utenti stessi. Organizzare incontri con colleghi e collaboratori, fissare degli appuntamenti con gli amici su piattaforme come Facebook o LinkedIn e condividere eventi di vita tramite Instagram o Snapchat sono alcune delle possibili attività online. Ma, sebbene Internet presenti molti vantaggi, talvolta comporta anche degli svantaggi. Esistono regole e regolamenti definiti dai governi che possono essere facilmente violati quando si usa Internet e che potrebbero comportare l’arresto.

Il nocciolo della questione

#1 Il gioco d’azzardo può diventare il tuo gioco di libertà

In molti paesi, il gioco d’azzardo può comportare l’arresto, indipendentemente dal fatto che si giochi nel mondo reale o in quello virtuale. È severamente proibito partecipare a giochi come poker o Black Jack e anche ospitare tali giochi può comportare problemi con la giustizia. Tutto questo vale per situazioni offline e online.

#2 Linguaggio offensivo in post, tweet e perfino in messaggi privati

Questo vale per la maggior parte dei paesi del mondo e, anche se non comporta l’arresto, di sicuro può procurarti dei problemi. Dire “… ma prima vado a distruggere l’America” potrebbe quantomeno portarti ad essere interrogato dalle autorità. Questo è quanto accaduto a Leigh v.B. ed Emily B. in un tweet sul loro viaggio negli USA. In seguito, tentarono di convincere le autorità USA che “distruggere” è semplicemente un termine gergale britannico per dire “spassarsela”.

#3 Invio di testi o immagini sessualmente esplicite

Lo scambio di foto con persone nude potrebbe essere legale per gli adulti ma non per i minori. Il caricamento o l’invio di loro foto nude sono considerati come “diffusione di pedopornografia”. Un simile comportamento può comportare una pena detentiva fino a cinque anni.

#4 WiFi aperto: legalità del “piggybacking”

In molti codici giuridici esistono leggi relative al cosiddetto “accesso non autorizzato a una rete di computer”, sebbene la formulazione e il significato precisi differiscano da uno all’altro. L’interpretazione di termini come “accesso” e “autorizzazione” non è chiara e non esiste un’intesa generale sul fatto che il piggybacking (accesso intenzionale a una rete WiFi aperta senza intenti nocivi) ricada o meno in tale classificazione. Alcune legislazioni lo proibiscono, alcune lo consentono e altre non sono ben precise in proposito.– Wikipedia

Il tuo WiFi dovrebbe essere sempre protetto da password: tutto il resto può portarti in prigione. A tua insaputa, criminali e perfino terroristi potrebbero usare la tua connessione WiFi non protetta per le loro attività online e questo potrebbe procurarti dei guai con la giustizia in quasi tutti i paesi. È quanto accaduto a Barry C., il cui vicino ha utilizzato la sua connessione WiFi per accedere a siti web pedopornagrifici. Successivamente, il vicino fu arrestato ma Barry fu sottoposto agli interrogatori dalla polizia per quasi un mese.

È sempre bene proteggere con una password la propria connessione WiFi. Utilizza i protocolli WEP, WPA (WPA-Personal) o WPA2 (Wi-Fi Protected Access versione 2).

#5 Ballare in un video

Sembra strano, vero? Beh, in Iran questa è un’offesa grave. Di recente, sei persone sono state arrestate per aver ballato la canzone “Happy” di Pharrell Williams. Non erano così felici dopo, dal momento che il ballo gli ha procurato 91 frustate e 1 anno di prigione.

Dopo la scoperta che presumibilmente avevano ballato e fatto un video vicino al monumento ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, un giovane e due donne furono imprigionati per 2 settimane in Russia.

#6 Eliminazione della propria cronologia di ricerca

Negli USA, David K. fu arrestato per aver cancellato dei dati dal proprio computer. David era uno studente dell’università del Tennessee e fu indagato dalle autorità per aver presumibilmente violato l’account Yahoo di Sarah Palin. In India, un tempo si era obbligati per legge a salvare la propria cronologia di navigazione per tre mesi. Dopo una protesta pubblica, questa legge fu revocata.

#7 Uso di una VPN

In alcuni paesi, l’uso di una VPN può creare problemi con le autorità. Un esempio fra tutti, negli Emirati Arabi Uniti l’uso di una VPN è semilegale. È considerata illegale solo se usata per effettuare chiamate online che non sarebbe possibile fare altrimenti, per il download di contenuti multimediali non autorizzati o per accedere a siti web con limitazioni geografiche. In pratica, la maggior parte degli scopi per i quali si utilizza una VPN.

 

Come puoi vedere, talvolta le normali attività online, come ballare o partecipare a giochi d’azzardo online, possono avere delle conseguenze nella vita reale. Conosci bene le leggi del tuo paese?

Questo articolo è disponibile anche in: IngleseTedescoFrancese

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